mercoledì 4 dicembre 2013

Schizzinosi d'oro

Oggi sono stato al colloquio per fare il servizio civile internazionale.
Nove persone, tutti laureati o laureandi, tutti cercando di concorrere per quella manciata di posti e chissà quanti altri come noi.
Siamo stati insieme tutto il giorno, abbiamo chiacchierato e scherzato tanto e mi son trovato a mio agio, ma tra un dialogo e l’altro ci siamo detti quello che si fa nella vita. I pochi che hanno un lavoro è un lavoro che non c’entra nulla con le proprie peculiarità, aspirazioni o percorso di studio. La paga di una viene utilizzata quasi interamente per spostarsi da casa a lavoro. Un altro che ha accettato un posto a tre euro l’ora e via dicendo per gli altri.
Io mi son trovato nella condizione di essere il privilegiato per il lavoro ben retribuito che ho.
Mi fa incazzare tutto questo perché sono migliaia i coetanei che sanno che questo quadretto non è retorica ma è la prassi e la vivono tutti i giorni sulla propria pelle. E mi fa incazzare ancora di più pensare a tutti quelli che hanno dato ragione, in passato come oggi, a delle leggi, a delle spinte politiche e culturali che ci additavano come gli schizzinosi, come quelli che dovevano essere flessibili, come quelli che ostacolavano il futuro. Come quelli che la causa di questo era l’università pubblica. Erano gli sprechi. Erano le auto blu. Erano i bamboccioni.
In questi anni tutto è andato maledettamente veloce ma ciò che è successo aveva uno scopo ben preciso e cioè il tagliarci le gambe ed il futuro.  Nel frattempo ci facevano abbaiare contro dei casi nazionali, come quelli degli schizzinosi, bamboccioni, sprechi bla bla bla senza mai parlare dei problemi del sistema, solo problemi spot. E non sono stati i grandi nemici lontani i colpevoli. No! Tutto è stato avallato da quello che la maggior parte degli italiani vedono allo specchio, noi col nostro esser diventati intransigenti con tutto e quindi avallando tutto. Pensiamoci la prossima volta che soffiamo sulle vele di una polemica sterile o quando ci annoiamo ad ascoltare delle critiche un pò più complesse a una legge scellerata.
Oggi al colloquio la commissione non ci credeva che con gli altri candidati ci fosse stato un clima disteso e non concorrenziale. Forse non sempre siamo come ci immaginano, per fortuna.
E andiamo ancora di Bertoli. Mi sorprende come sappia dire sempre tutto.
Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà
Italia d’oro frutto del lavoro cinta dall’alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai

1 commento:

  1. Fa quasi tenerezza lo scatto di rabbia e speranza di Bertoli in Italia d'oro quando leggi la data..1992..tutto cambiò perché nulla cambiasse

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